TERMINI

Progetto per un innovativo nodo di interscambio a Roma Termini

Roma, 2008

Il relazionarsi ad un edificio così forte come la Stazione Termini ha determinato delle scelte abbastanza radicali. Per prima cosa il progetto non si risolve con un semplice accostamento ma è stato un vero e proprio inserimento nel cuore delle preesistenze. Il riconoscimento dell’obsolescenza funzionale della Stazione, legata ancora ad un modello di viaggio superato, ha portato ad inserirsi con forte autorevolezza nel recinto dell’impianto originario e creare connessioni, tramite le rampe destinate agli autobus, che violentemente fendono i corpi storici della Stazione. Si potrebbe dire che ci si è relazionati rispondendo con lo stesso linguaggio delle emergenze mazzoniane, la grande scala, il ritmo reiterato, la materia, il peso e la sempre presente metafora della città nella città, forse eco della vita brulicante all’interno del recinto delle vicine terme di Diocleziano. Si è cercato inoltre di comprendere e attualizzare il rapporto raffinato e colto che la Stazione Termini ha instaurato con l’archeologia, un rapporto che ha definito un paesaggio urbano dove muti frammenti di epoche passate, pensiamo alla Minerva Medica, l’Acquedotto Felice, l’Aggere Serviano, dialogano con le presenze silenziose e plastiche della stazione.